Flop liceo Made in Italy, gli iscritti sono in media 4 per scuola

Una novità nel mondo scuola che fino a qui non ha prodotto grandi risultati, il liceo Made in Italy ha avuto in media quattro iscritti per istituto. Ecco che cos’è, l’offerta formativa e lo scopo di questo nuovo corso di studi.

Che cos’è il liceo Made in Italy

Una delle più grandi novità nel mondo dell’istruzione è sicuramente il liceo Made in Italy, voluto fortemente dal governo Meloni che in esso ripone grandi aspettative. Un nuovo indirizzo didattico che si aggiunge a quelli già esistenti tra i licei e che mira a formare i giovani in altri settori.

Il Decreto Legge Made in italy è stato approvato alla Camera dei Deputati il 7 dicembre, 13 giorni dopo è arrivato il “sì” anche da parte del Senato. Si può paragonare a tutti gli altri licei esistenti e in un primo momento sembrava potesse sostituire il LES (Liceo Economico Sociale), che invece rimarrà come indirizzo a sé stante convivendo con questo nuovo appena introdotto.

Qual è l’obiettivo del Made in Italy? Formare la classe dirigente del futuro, la quale sarà preparata a valorizzare le eccellenze del Bel Paese preservandone i settori produttivi. Di conseguenza, nel piano formativo non mancheranno nozioni in merito ai mercati internazionali, ai prodotti italiani, ai settori di cucina e moda, alla gestione delle imprese, all’economia, al business e alle materie STEM.

Il piano formativo

Ecco nello specifico quale sarà l’offerta formativa del liceo Made in Italy secondo la bozza di legge, la quale potrebbe però subire variazioni:

  • 165 ore da dividere tra due o più lingue e culture straniere
  • 132 ore dedicate alla lingua e alla letteratura italiana
  • 99 ore di matematica e informatica
  • 99 ore di economia politica
  • 99 ore dedicate alle materie giuridiche
  • 99 ore da dividere tra storia e geografia
  • 66 ore di scienze motorie e sportive
  • 66 ore di scienze naturali
  • 33 ore dedicate alla religione cattolica e/o ad attività alternative
  • 33 ore di storia dell’arte

Liceo Made in Italy, pochi iscritti nelle scuole

Il Governo ripone grandi speranze nel liceo Made in Italy, ma a giudicare dal numero d’iscritti per il prossimo anno non la pensano lo stesso i giovani studenti. Solamente in 375 hanno deciso d’intraprendere questo percorso, pari allo 0,08% delle iscrizioni totali.

Tra i motivi legati a questo disinteresse c’è sicuramente l’incertezza di un quadro orario definito e definitivo degli insegnamenti, e più in generale una mancanza di organizzazione. Per questo motivo, non solo gli studenti non sembrano particolarmente attratti da questo nuovo corso di studi, ma anche gli stessi istituti.

Infatti, solamente 92 scuole hanno deciso d’introdurre questo nuovo percorso su circa 900 che avrebbero potuto offrirlo. Questi numeri non spaventano però gli addetti ai lavori, i quali ritengono questa nuova offerta molto importante.

Valditara, ad esempio, si è così espresso:

“È importante aver ampliato l’offerta formativa a disposizione degli studenti italiani venendo incontro alle esigenze e alle nuove sfide del mondo del lavoro, è la strada giusta per una scuola di successo per i nostri ragazzi”.

Leggi anche: Mercato del lavoro 2023: i risultati dell’Osservatorio InfoJobs

Leggi anche...
Le Fonti – Work TV
I più recenti
SAP: ottimizzazione HR, customer experience e procurement con Joule, il Copilot di IA Generativa
Learnn: trasformare le persone e le aziende attraverso la formazione digitale
Quali saranno i lavori più richiesti nei prossimi 5 anni? I risultati del report
Lavoro sportivo: ecco le ultime novità della riforma

Newsletter

Iscriviti ora per rimanere aggiornato su tutti i temi inerenti l’ambito economico e di impresa.