Mutui e affitti pagati dal datore di lavoro: l’idea del Governo

Il Governo ha intenzione di estendere i fringe benefit. Al vaglio l’ipotesi di far pagare al datore di lavoro mutui e affitti. Ecco che cosa potrebbe essere inserito in Manovra.

Mutui e affitti pagati dal datore di lavoro, le novità della Legge di Bilancio

In un periodo storico economicamente complicato per molte famiglie italiane, il Governo sta vagliando l’ipotesi di allargare il ventaglio dei fringe benefit. La Legge di Bilancio, in fase di esame della Commissione bilancio del Senato, potrebbe contenere diverse e importanti novità.

Tra tutte, c’è l’ipotesi che il datore di lavoro paghi i mutui e gli affitti dei dipendenti, una misura che sarebbe più unica che rara nel Bel Paese. Oltre a questo, ci sarà la conferma dei bonus per le bollette di luce, gas e acqua, introdotti l’anno scorso.

Allargare i fringe benefit per sostenere economicamente le famiglie italiane, con una novità assoluta che potrebbe rientrare in Manovra. In particolare, il datore di lavoro andrebbe a pagare il canone d’affitto nella sua interezza, mentre andrebbe a coprire i costi della quota d’interessi per quanto riguarda il mutuo.

Per farlo, si avvarrebbe dei fringe benefit appunto, e a beneficiarne sarebbe infine il dipendente che verrebbe sgravato e non poco di costi spesso alti e insostenibili.

I criteri per poterne beneficiare

Essendo una misura completamente nuova e particolare, sarà necessario applicare alcuni criteri molto precisi, soprattutto nel caso degli affitti.

Per quanto riguarda le coperture dei mutui, invece, come riporta Il Sole 24 Ore, si utilizzeranno due norme già esistenti, ovvero la risoluzione 46/E del 2010 dell’Agenzia delle Entrate e l’articolo 51, comma 4, lettera b, secondo il quale in caso di prestito da parte del datore di lavoro, “si applica un criterio di determinazione forfettaria del valore imponibile del 50% della differenza tra l’importo degli interessi calcolato al tasso ufficiale di sconto vigente al termine dell’anno e quello applicato al lavoratore, al netto del contributo aziendale.”

Che cosa sono i fringe benefit

I fringe benefit altro non sono che un’integrazione al reddito dei lavoratori, i quali vengono erogati in forma di bonus. Possono essere in denaro ma non necessariamente, fanno parte di essi, ad esempio, l’auto aziendale, i prestiti agevolati, i buoni pasto, le borse di studio e molto altro ancora.

A questi si potrebbero ora aggiungere anche i pagamenti degli affitti e dei mutui, garantendo un benefit che in moltissimi dipendenti vorrebbero utilizzare. La misura è ora al vaglio e non è ancora certo che verrà resa effettiva, ma la speranza c’è.

Nel 2024 la quota massima raggiungibile dei fringe benefit sarà di 1000 euro, ma in alcuni casi potrà aumentare. Ad esempio, chi ha figli fiscalmente a carico ed è under 24, con un reddito fino a 2.840,51 euro, avrà diritto a un massimo di 2mila euro. La cifra raggiunge i 4mila euro per chi invece ha già compiuto i 24 anni.

I fringe benefit rappresentano una reale opportunità per sostenere i cittadini, in un periodo economico molto particolare in cui ogni aiuto può fare la differenza. Staremo a vedere se tra questi verranno inseriti anche gli affitti e i mutui.

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