Professioni del futuro, intelligenza artificiale e big data i settori più prolifici

Alcuni cominciano ad emergere, altri non sono ancora considerati dalle aziende, ma lo saranno presto: il futuro del mondo del lavoro è all’insegna dell’intelligenza artificiale, della robotica e dei big data.

Secondo una ricerca del 2017 condotta dall’Institute For The Future, l’85% dei lavori nel 2030 non esistono ancora. La percentuale può sembrare esagerata, e tuttavia gli stravolgimenti in seguito alla trasformazione digitale e dal progresso tecnologico non dovrebbero sorprenderci sulle professioni del futuro. Alcune di queste sono davvero curiose, altre sembrano possibili solo nei film di fantascienze. Andiamo alla scoperta di quelle che (forse) saranno i profili più richiesti dal mondo del lavoro, a partire dal 2030 in avanti

Analista di anomalie dell’automazione

Anche se i lavori che prevedono azioni ripetitive stanno progressivamente scomparendo, il futuro (prossimo) non sarà completamente dominato dalle macchine. Infatti la mente umana continuerà ad essere più flessibile nella risoluzione di possibili anomalie che potrebbero far inceppare gli algoritmi dei sistemi informatici e generare errori senza via di uscita. Per questo l’intelligenza artificiale non è abbastanza “autonoma”, e il supporto di una persona specializzata nella risoluzione di anomalie dell’automazione sarà fondamentale.

Programmatore di bot per bambini

E se a badare alla sicurezza e all’uso del tempo libero dei bambini fossero dei robot di nuova generazione? È uno scenario non troppo futuristico, e rappresenterebbe un ulteriore sbocco per i programmatori che dovranno sviluppare robot umanoidi, in grado di svolgere funzioni di protezione, ma anche di educazione, come insegnare a contare e a leggere.

Designer di impianti digitali

L’avvento del digitale non ha ridimensionato il ruolo dei graphic designer, tant’è che un sito che non presenti una certa accortezza estetica rischia di essere abbandonato dagli utenti velocemente, proprio perché anche l’occhio vuole la sua parte.

Una figura che potrebbe farsi strada nel futuro è il designer di impianti, di tecnologie cioè che verrebbero applicate direttamente sulle persone, al fine di controllarne la salute e garantire uno stile di vita più sano. Lo sviluppo di questi apparecchi richiederà competenze tecnologiche, di sistemi digitali, ma anche nell’ambito della biologia e della medicina. Insomma, occorrerà un team ben assortito.

Broker di tecnologia domestica

Se le tecnologie per la smart home diventeranno di uso familiare, serviranno delle figure in grado di supportare le persone per la progettazione di supporto domestico. Questi potrebbero chiamarsi, un domani, broker di tecnologia domestica integrata, freelance o lavoratori in officine di robot, con una visione imprenditoriale come presupposto fondamentale.

Riciclatore di dati

I Big Data rimarranno la fonte principale d’informazione per orientare le scelte di mercato e non solo. In futuro potrebbero esserci degli addetti al riciclo dei dati, con il compito di gestirli, eliminarli o metterli in circolo. Le qualità principali di questo ruolo saranno la capacità di attenzione ai dettagli, di analisi e di conoscenza delle tipologie di dati più richiesti dalle diverse categorie di utenti.

Analista di regolamentazione preventiva

Questo profilo professionale sarà in grado di usare gli algoritmi dell’intelligenza artificiale per comprendere al meglio i cambiamenti e gli sviluppi futuri nel campo tech, identificando quali ambiti avranno bisogno di una regolamentazione legislativa.

L’analista avrà una forte conoscenza delle tendenze tecnologiche, familiarità con strumenti algoritmici ed esperienza approfondita dei processi di leggi e regolamenti.

Analista del comportamento

L’analisi dei dati sarà resterà l’osservatorio principale per comprendere gusti e comportamenti degli utenti.

I data scientist del futuro dovranno essere in grado, in base alle informazioni in loro possesso, di prevedere alcune di queste tendenze, in modo da anticiparle con lo sviluppo di algoritmi e campagne di marketing. Non riguarderà esclusivamente la vendita di beni e servizi, ma troverà applicazione anche nella pianificazione urbana, nella previsione del crimine, nelle decisioni che i governi dovranno prendere.

Chief Digital Augmentation Officer

Così come è stato per il digitale, nei primi anni sarà indispensabile per le aziende chiedere supporto per la transizione all’Intelligenza Artificiale. La persona a capo del team di esperti, il Chief Digital Augmentation Officer (CDAO), sarà responsabile della scelta delle giuste tecnologie di A.I. e di altre soluzioni per valutare il ritorno d’investimento.

Il CDAO guiderà le fasi di integrazione tra capitale umano e macchine e la formazione necessaria ai primi per poter familiarizzare con gli strumenti e le tecnologie AI.

La sfida di questa professione, così come delle altre di cui abbiamo parlato, è creare un ambiente armonico in cui uomini e macchine convivano e partecipino insieme al processo produttivo.

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