Contratto di apprendistato: ecco come cambia e tutte le novità

Il Governo, attraverso il Decreto enunciato il primo maggio, ha apportato alcune modifiche al contratto di apprendistato, ecco come cambia.
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Nel Decreto del primo maggio sono state introdotte anche alcune modifiche al contratto di apprendistato. La misura è volta ad ampliare la quantità di persone che potranno firmare questa tipologia di accordo: ecco come cambia e tutte le novità.

Cos’è il contratto di apprendistato

Il contratto di apprendistato è una delle forme d’inserimento lavorativo privilegiate dallo Stato per favorire l’acquisizione delle competenze sul lavoro, l’integrazione dei giovani nel mercato e la formazione professionale, al fine di garantire una maggiore preparazione e qualificazione nella professionalità.

È un contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato, stipulato tra un datore di lavoro e un lavoratore in fase di formazione professionale. Questo tipo di contratto si caratterizza per il fatto che il lavoratore, chiamato “apprendista”, inizia il lavoro come neofita o principiante, acquisendo via via le competenze e le abilità necessarie per svolgere la professione oggetto della formazione.

La sua esistenza è molto importante e il governo Meloni ha deciso di metterci mano con il fine di migliorarlo. Le modifiche contenute nel Decreto del primo maggio, però, non hanno accolto il favore di tutti. Ecco dunque come cambia il contratto di apprendistato.

Come cambia il contratto di apprendistato

Giorgia Meloni e il suo esecutivo hanno dunque deciso di apportare alcune modifiche importanti al contratto di apprendistato, soprattutto per quanto riguarda il settore turistico e le località termali. Fino ad ora, infatti, vigeva il vincolo anagrafico che consentiva questo tipo di assunzioni fino ai 29 anni di età.

Il Governo ha ora deciso di alzare questo limite consentendo, in questi settori, l’assunzione con contratto di apprendistato di persone disoccupate con età anche superiore ai 40 anni. Questa importante modifica ha lo scopo d’incentivare la regolare assunzione di personale in un settore che spesso lamenta la carenza di dipendenti.

D’altra parte, ha lo scopo di farlo diventare più attrattivo per le persone disoccupate, le quali potranno trovare un lavoro e al contempo godere in una tipologia di contratto seria e stabile.

Incentivi per i neet

Il nuovo Decreto non ha però apportato solo questa modifica, ma ha modificato il mondo del lavoro in modo più profondo. Per quanto riguarda i giovani, ad esempio, è di particolare rilevanza l’incentivo che riguarda i neet, ovvero la categoria di ragazzi under 30 che né lavora né studia.

Il Governo sembra avere tutta l’intenzione di farsi carico del 60% della retribuzione lorda dei nuovi assunti, anche con contratto di apprendistato, per i primi 12 mesi. Lo stesso incentivo avrà valore anche nel Sud e nelle isole per le assunzioni dei giovani con meno di 35 anni di età, a patto che siano disoccupati.

Queste misure hanno l’obiettivo di aumentare il tasso di occupazione laddove ce n’é più bisogno, ovvero tra i giovani e nel Meridione. Qualcuno ha approvato, qualcun altro no, fatto sta che la direzione scelta da Meloni e il suo esecutivo è questa.

Obiettivo aumentare l’occupazione

La disoccupazione giovanile è una piaga che attanaglia il Bel Paese ormai da anni. Nonostante spesso si sia cercato di fare passi in avanti, questa rimane un problema da risolvere. Chiaramente il percorso da fare sarà lungo, e quanto introdotto dal Governo potrebbe non bastare, c’è però molta curiosità di vedere se ci sarà qualche miglioramento.

Nel frattempo continua il dibattito pubblico, soprattutto per la scelta comunicativa della Premier, la quale ha deciso di enunciare le novità introdotte dal Decreto attraverso un video sui social, e non attraverso la canonica conferenza stampa.

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