Parità di genere e asset management, progressi lenti ma costanti

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Piccoli, timidi passi in avanti verso la parità di genere nell’industria dell’asset management. Secondo l’ultimo Alpha Female Report di Citywire la presenza di donne che ricoprono posizioni apicali è aumentata di appena lo 0,2%, arrivando al 12% sul totale. Di tutti i nuovi fondi lanciati nell’ultimo anno (562), la percentuale affidata a fund manager femminili ha appena sfiorato la doppia cifra (10%). Insomma, si tratta di un misero progresso che agli annunci e alle esternazioni in favore del gender equality non ha trovato riscontro.

I passi avanti verso la parità di genere nell’industria dell’asset management sembrano aver subito un brusco arresto”. Così ha commentato Nisha Long, Head of Esg and cross-border investment research di Citywire. “Ci si potrebbe legittimamente chiedere se ci sia mai stato un effettivo cambiamento, considerate le piccole variazioni percentuali che stiamo osservando. Ed è il caso di sottolineare che nei sette anni del nostro rapporto abbiamo visto aumentare il numero di donne responsabili della gestione di un fondo di soli 1,7 punti percentuali, un tasso di cambiamento spaventosamente lento”.

La situazione della parità di genere nel campo dell’asset management è stagnante ovunque. Dei 17.554 porfolio manager di tutto il mondo presenti nel database di Citywire, solo 2.108 sono di sesso femminile. In termini di fondi censiti, sono solo 1508, appena il 5,5% del totale. Il problema dipende, spesso, dal fatto che alle donne di solito vengono assegnati prodotti specializzati in settori di nicchia o tematici. Questo accade anche presso ai fondi più performanti che sono guidati da manager femminili.

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Una notizia felice arriva dalla nostra penisola. Insieme alla Spagna, infatti, il Belpaese è la nazione con la percentuale più elevata di donne che gestiscono fondi, il 22% per la precisione. All’opposto troviamo, con un po’ di sorpresa, gli Stati Uniti (11%). Non a casa negli ultimi mesi sono state esercitate forti pressioni sui gruppi di asset management perché si allineino in fretta con la tendenza generale, molto più virtuosa in altri settori.

Molti selezionatori professionali di fondi ritengono che i team formai da gestori di genere diverso producano risultati migliori. Quindi una presenza femminile può avere un’influenza positiva sul rendimento dei fondi, come è la stessa analisi di Citywire a confermare. Il rapporto evidenzia come, lungo un arco di tre anni, i fondi guidati da sole donne hanno conseguito la stessa performance dei fondi gestiti da quelli gestiti da uomini. Con un vantaggio in più: nella maggior parte dei casi si riduce, di parecchio, il rischio.

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