Al Sud stipendi più bassi: ecco la differenza di salario rispetto al Nord

Al Sud gli stipendi continuano a essere più bassi rispetto a quelli percepiti al Nord. Ecco i dati raccolti nell'indagine.
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Come dimostrano i dati, gli stipendi percepiti al Sud sono mediamente inferiori rispetto a quelli del Nord e questo anche a parità d’impiego. Ecco a quanto ammonta la differenza e com’è andata nel 2023.

Al Sud stipendi più bassi, c’è ancora divario

Sembra di leggere un libro già letto, nonostante lo scorrere del tempo e il passare degli anni, gli stipendi al Sud sono in media più bassi rispetto a quelli percepiti al Nord e questo anche quando la carica ricoperta dai lavoratori è la medesima.

Una situazione che continua a perdurare e che spesso è stata messa in luce, poiché per la crescita del meridione è imprescindibile raggiungere un salario consono alle posizioni lavorative svolte e allinearlo con il resto del Paese.

Eppure, anche nel 2023 come dimostrano i dati, questo non è ancora accaduto e nel resto d’Italia le buste paga sono più alte. Una condizione che talvolta diventa inaccettabile e che impone ai lavoratori del Sud Italia una migrazione quasi forzata.

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, nel meridione un quadro impiegato può percepire fino all’11,5% in meno rispetto al resto d’Italia. Per arrivare a questa cifra l’indagine svolta ha coinvolto circa 900 aziende e quasi 8 milioni di dipendenti operanti nel settore privato.

La differenza di stipendio tra Nord e Sud

C’è dunque ancora differenza di stipendi tra Sud e Nord Italia, prendiamo alcuni dati come spunto. I dirigenti aziendali, ad esempio, hanno registrato un incremento del 5% al Nord-Ovest, mentre al Sud si è manifestata una riduzione del 9%. Cosa significa questo? Che in totale c’è una differenza di oltre 10.000 euro all’anno per la stessa posizione aziendale.

Analogamente ai dirigenti, anche i quadri hanno sperimentato variazioni salariali in diverse parti del paese. Nel Nord-Ovest si è osservato un aumento del 4%, mentre nel Meridione si è verificata una notevole diminuzione del -11,5%. Questi dati delineano un quadro in cui la stessa posizione professionale può comportare differenze retributive sostanziali in base alla collocazione geografica.

Dimensione aziendale e differenza di salario

Le differenze salariali non si limitano alla geografia, ma coinvolgono anche la dimensione delle aziende. In generale, i lavoratori nelle piccole aziende guadagnano meno rispetto a quelli impiegati in imprese di medie o grandi dimensioni. Nel caso dei dirigenti, coloro che operano in aziende più contenute guadagnano il 4% in meno rispetto alla media, mentre chi lavora in grandi aziende registra un aumento del 6%.

Per i quadri, si nota un significativo miglioramento nelle retribuzioni all’interno delle grandi imprese, con un aumento del 10,2%. Al contrario, gli operai nelle piccole aziende si trovano in condizioni peggiori rispetto alla media, con una diminuzione del 10,2%. Questa differenza si traduce in uno stipendio annuo di 25.000 euro per gli operai in aziende più piccole, rispetto ai quasi 29.000 di chi lavora in realtà di maggiori dimensioni.

Insomma, i dati emersi dalle ultime ricerche dimostrano come la differenza di stipendio esista ancora e che in questo senso è necessario fare un deciso passo in avanti. Chiaramente la priorità sarà quella di colmare il gap tra le varie Regioni per poi spostare il focus sul resto.

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